Esondazioni
rincorrono campi gravitazionali.
Sinonimi di cadute.
Alzo le braccia.
Destra , sinistra , centro.
Perchè?
Io me ne andrei.
Ma dove ?
Attratta al suolo
ai piedi , ancora,
io non ho ali.
Disgiunte latitudini,
ellissi
che circondano il tempo.
lo spazio infinito
e noi
immersi
nelle onde ricamate
della memoria.
Appesi
a boccagli meccanici
per respirare la vita.
Ripenso alle cose perdute
-quando fa buio troppo presto-
e a grappoli,
le ore dell'ultima stagione calda
-in silenzio scivolano via-
Un inverno che non vuol finire
e d'attorno
tutto questo sfacelo.
Ancor troppo lontani
i suoni della primavera.
Sotto coltri di nebbia
giacciono muti i colori.
Ed io aspetto
-anche se non so cosa-
mentre un insolito affanno
- m'inquieta-
-Uomini che sanno-e per questa terra maleodorante di rifiuti malata e pregna di promesse sconfessate, per mandato elettorale -decidono- .
Regalano verità -preconfezionate- bene imbastite nelle officine dell'informazione, nelle case dei grandi fratelli, nelle isole dei famosi.
Ai tavoli da gioco dei palazzi del potere, trucchi legislativi, condoni ed indulti.
Ai tavoli della concertazione -ammortizzatori sociali -a distribuzione limitata, e intanto c' è chi va sotto soglia di sopravvivenza.
Ghigliottine d'epoca si nascondono nelle residenze secondarie.
Nelle strade si stupra.
Nelle case qualcuno piange, chiedendo inutilmente giustizia.
Per tutto questo ognuno è colpevole, nessuno è fuori dal gioco.
Io cerco la mia colpa, per ricominciare.
Io t'amo così
- spoglio -
d'ogni declamata virtù.
Immaginifica riscrivo le sorti
d'un tempo ormai smarrito.
Non servono abiti, né simulacri
-al cospetto del vero.-
E dai miei occhi
-sulla tua pelle-
stillano gocce di memoria
a raccontare
di tutte le favole
la più bella.
Sono presente sul web da un certo numero di anni ed in tutto questo tempo non ho mai sentito la necessità di scrivere qualcosa che scaturisse dalle mie esperienze di lavoro, nemmeno mai accennando a quale sia la professione che svolgo. Oggi invece ho sentito il bisogno di esprimermi su qualcosa che nulla ha a che fare con la poesia, se di poesia mai potessimo parlare riguardo agli scritti che lascio qui, talvolta.
Sono un consulente del lavoro ed in questo particolare periodo assisto molto da vicino ad una serie di eventi che, seppure in un periodo di crisi come questa possano sembrare "normali", qualcosa di anomalo, a mio parere, hanno.
L'ultimo, giusto per non dilungarmi fino a diventare noiosa, in ordine di tempo è la faccenda "Iris ceramica spa".
Qualcuno ne avrà letto o sentito parlare in televisione. Questa grande azienda ad unico proprietario, il Dott. Minozzi , con sede a Sassuolo, la capitale mondiale della ceramica, è nel mondo per il suo settore la quinta in quanto a materiale prodotto. Nell'anno 2007 ha realizzato 16 milioni di euro di utile netto. Nel 2008 le cose anche per questa azienda sono un pò cambiate ed allora la proprietà ha cercato di correre ai ripari attraverso una lunga cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, per ammodernamento degli impianti insomma. Ma con sorpresa di tutti il 5 gennaio 2009 il signor Minozzi si è recato dal Notaio e l'ha posta in liquidazione. Il 7 gennaio ha convocato le parti sociali per l'annuncio ufficiale.L'organico interessato alla chiusura di 3 stabilimenti è di circa 850 persone. Per non parlare poi dell'indotto.
Ora , come professionista del settore, come cittadina di questo paese Italia e come residente del comprensorio interessato a questo evento, sento di dover dire qualcosa .Molti hanno già parlato, stamattina anche il Ministro del lavoro Sacconi nel forum lavoro 2009 è intervenuto commentando negativamente la decisione di un imprenditore , tra i più facoltosi della zona, che comunque non detiene ad oggi la proprietà di un'azienda insolvente, ma semplicemente meno redditizia a causa della crisi generalizzata, ed ha invitato tutti a prendere posizione , i professionisti per primi, affinchè non si dia corso ad una sorta di abbandono dei mercati, che rappresenterebbe un bagno di sangue, ancor prima che la crisi abbia davvero mostrato i suoi effetti sul tessuto economico, sulle imprese, sul paese .
La sola cosa che voglio aggiungere è un commento lievemente sarcastico sul sistema e sulle assurdità che esso sa generare. In molti anni di esperienza professionale mi è capitato più volte di aver a che fare con lavoratori poco raccomandabili che le aziende avevano grandissime difficoltà a licenziare per tutto ciò che la nostra legge impone in tema di licenziamenti e per i suoi numerosi veti. Non avrei mai pensato di assistere un bel giorno ad un evento come quello che ho descritto, dove un imprenditore molto facoltoso e le cui aziende non sono in stato di insolvenza ed hanno comunque un ragguardevole patrimonio sociale, un bel mattino di gennaio prima della festa dell'epifania regala ai suoi dipendenti la chiusura dell'attività, con tanti saluti e ringraziamenti per gli anni in cui hanno contribuito a consolidare e rafforzare le sue ricchezze...
Buon anno a tutti, speriamo...
-Luci schizofreniche- raccontano
la povertà degli uomini.
Miriadi di colori
per cancellare il buio
di mille notti insonni
-contumaci e alcoliche-
Porte sbarrate
a doppia mandata
per lasciar fuori
l'incertezza del vivere.
Ma tra una manciata di giorni
riavremo
il nostro-Santo Natale-
la traduzione per chi la chiederà :-)
Il tempo è trascorso
nelle piccole rughe del volto
nei fianchi meno sottili.
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Ho lenti per leggere
e molte dimenticanze
nei cassetti della coscienza.
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Tra cianfrusaglie inutili
un desiderio nuovo
-affiora- e vive.
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Una bambina sorride
mentre là fuori
nevica.